L’acne è una condizione molto comune nella popolazione e comporta in molti casi conseguenze sul piano psicologico e sociale. Le lesioni infiammatorie dell’acne possono comportare la formazione di cicatrici la cui gravità spesso è legata a trattamenti non risolutivi oppure ad un ritardo diagnostico e terapeutico. Le severe cicatrici causate dall’acne sono associate ad un disagio sia fisico che psicologico importante. Una valida strategia terapeutica è rappresentata da un trattamento multimodale che comprende l’infiltrazione di tessuto adiposo microframmentato e l’utilizzo di laser frazionato ablativo in corrispondenza delle cicatrici maggiormente restie al miglioramento clinico dopo le terapie tradizionali e isolate. Questa terapia complementare e sinergica si è dimostrata essere efficace nel trattamento delle cicatrici d’acne in termini non solo d’efficacia clinica ma anche di sicurezza e di celerità nella ripresa delle regolari attività quotidiane dei pazienti con conseguente maggiore soddisfazione.
” Modern Research in Plastic and Reconstructive Surgery”
https://www.stephypublishers.com/mrprs/pdf/MRPRS.MS.ID.000530.pdf
Che cos’è l’Acne?
L’acne è un’infiammazione che si manifesta in seguito ad un eccessivo funzionamento delle ghiandole sebacee che sono piccoli organi secernenti presenti nel derma. Nella maggior parte dei casi le ghiandole sebacee sono associate ad un follicolo pilifero (formazione epidermica affondata nel derma e costituita dal pelo e dalle sue guaine) al quale si connettono attraverso un dotto obliquo che si apre in un canale. Il pelo per raggiungere la superficie cutanea ed emergere all’esterno passa attraverso questo tunnel.
Se il sebo viene prodotto in eccesso dalla ghiandola sebacea depositandosi, ostruisce il follicolo e forma una sorta di “tappo”, chiamato comedone. Questa condizione favorisce così la proliferazione di batteri che possono provocare infiammazione e infezione all’interno del follicolo ostruito dando origine a papule e pustole.
Come si formano le Cicatrici Acneiche?
La letteratura attuale dimostra l’esistenza di una forte relazione tra gravità e durata dell’infiammazione acneica e lo sviluppo di cicatrici, suggerendo che il trattamento precoce dell’infiammazione nelle lesioni coinvolte da acne possa essere il miglior approccio per prevenire la formazione delle cicatrici. Il processo di guarigione dell’acne passa attraverso tre fasi successive: infiammazione, formazione di tessuto di granulazione e rimodellamento della matrice extracellulare. La formazione delle cicatrici può essere conseguenza di un prolungamento eccessivo della fase infiammatoria, di un’alterazione dell’equilibrio di diversi tipi di collagene durante la fase di formazione di tessuto di granulazione, di uno squilibrio degli enzimi degradanti la matrice extracellulare durante la fase di rimodellamento oppure infine può derivare da un trattamento eccessivamente tardivo delle lesioni acneiche. Diversi studi di campioni bioptici di lesioni acneiche in pazienti con cicatrici e privi di cicatrici hanno rilevato che la reazione infiammatoria alla ghiandola pilosebacea risultava più forte e aveva una maggiore durata nei pazienti con cicatrici rispetto a quelli che ne erano privi; inoltre, la reazione infiammatoria risultava più lenta nei pazienti con cicatrici rispetto a quelli che non avevano sviluppato cicatrici.
Quali sono i tipi di Cicatrici da Acne?
Esistono due tipi principali di cicatrice da acne, che si differenziano per la presenza di una perdita netta di collagene in un caso (cicatrici atrofiche) ed il guadagno di collagene nell’altro (cicatrici ipertrofiche). Il collagene è una proteina strutturale che forma una vera e propria impalcatura di sostegno per numerosi organi e tessuti come la pelle. Esso conferisce flessibilità e sostegno alla pelle mantenendola soda ed elastica.
Le cicatrici acneiche atrofiche sono più comuni rispetto ai cheloidi e alle cicatrici ipertrofiche con un rapporto 3:1. Queste ultime vengono sottoclassificate in base alla loro morfologia in ice pick (60%–70%), boxcar (20%–30%), e rolling scars (15%–25%):
- Le Icepick sono cicatrici strette (2 mm), puntiformi e profonde note come cicatrici da rompighiaccio (Forma a “V”).
- Le Boxcar sono cicatrici rotonde o ovali con bordi verticali ben stabiliti; tendono ad essere più larghe in superficie rispetto a una cicatrice icepick, non hanno la forma a V affusolata ma piuttosto una forma ad “U” con un’ampia base. La profondità di tali cicatrici può essere variabile.
- Le Rolling sono cicatrici più larghe, di dimensioni che vanno da 4 a 5 mm circa e che conferiscono un aspetto ondulato alla pelle (forma “M”)
Le cicatrici ipertrofiche e i cheloidi sono invece associate ad un’eccessiva deposizione di collagene e ad una ridotta attività della collagenasi. Le Cicatrici ipertrofiche sono tipicamente rosa, in rilievo e dure, con uno spesso strato ialinizzato di fasci di collagene che rimangono entro i confini del luogo originario della lesione. I cheloidi si formano come papule e noduli rosso porpora che proliferano oltre i confini della ferita originaria. Cicatrici ipertrofiche e cheloidi sono più comuni negli individui dalla pelle più scura e si verificano prevalentemente sul tronco.
Quali sono i Trattamenti per le cicatrici acneiche?
Per quanto concerne il trattamento delle cicatrici acneiche non esistono ad oggi linee guida disponibili. Sono a disposizione tuttavia diverse opzioni e gestioni multiple, sia mediche che chirurgiche, in grado di garantire risultati soddisfacenti. La letteratura ha dimostrato che la prevenzione è il passo principale per evitare la comparsa di cicatrici post-acne e che è estremamente importante ridurre il più possibile la durata e l’intensità dell’infiammazione. Le diverse opzioni terapeutiche per il trattamento delle cicatrici atrofiche (Peeling chimici, Dermoabrasione e la Microdermoabrasione, Laser, Tecnica Punch, Innesti dermici, Innesti adiposi, Agenti biologici autologhi e non autologhi, Needeling) e ipertrofiche (Gel di Silicone, Iniezione Intralesionale di Steroidi, Crioterapia, Laser, Chirurgia, Compressione Elastica, Iniezione Intralesionale di 5-fluorouracile, Imiquimod, Interferone, Radioterapia e Bleomicina) permettono di ottenere miglioramenti significativi soprattutto se vengono utilizzate in associazione.
I trattamenti che si rivelano complementari e sinergici nel rimodellamento delle cicatrici acneiche e che ad oggi rappresentano una valida e innovativa strategia terapeutica per le Cicatrici Atrofiche comprendono lo scollamento dei piani e la loro preparazione chirurgica mediante cannula e/o ago delle cicatrici, l’infiltrazione di tessuto adiposo autologo microframmentato e il trattamento con laser CO2 frazionato in modalità resurfacing profondo. La procedura può essere eseguita in sedazione e anestesia locale e prevede una fase preliminare di prelievo di tessuto adiposo che viene aspirato mediante apposite cannule. In seguito si procede con i seguenti passaggi intraoperatori:
- Mediante ago e/o cannula si eseguono scollamenti delle cicatrici al fine di permettere la liberazione delle briglie fibrose sottocutanee così da consentire alla cute di distendersi
- Si procede con l’infiltrazione di tessuto adiposo microframmentato e processato nelle zone precedentemente trattate così da riempire e sollevare le cicatrici depresse
- Successivamente si prosegue con il trattamento mediante utilizzo di laser C02 frazionato in modalità resurfacing profondo
La letteratura dimostra come un’applicazione adiuvante di cellule staminali di derivazione adiposa (ASC) abbia effetti sinergici nell’aumentare le risposte al trattamento con laserCo2 e ridurne gli effetti avversi (edema, eritema prolungato, ipopigmentazione, iperpigmentazione post-infiammatoria). Le ASC inducono una rapida guarigione in seguito all’ablazione post-laser fornendo molteplici fattori di crescita antinfiammatori e rigenerativi e attivano le proprietà dei fibroblasti (promozione della migrazione, proliferazione e sintesi del collagene), accelerando così la guarigione delle ferite dei tessuti molli con rimodellamento della matrice extracellulare.
Negli ultimi anni, numerosi studi si sono concentrati sul miglioramento tecnico e sulla massimizzazione degli effetti terapeutici del tradizionale metodo di trasferimento di tessuto adiposo. Diversi protocolli hanno dimostrato una maggiore vitalità dei tessuti e una minore percentuale di contaminanti in un tessuto adiposo lavato e filtrato all’interno di un sistema chiuso. Tra questi nuovi risultati, la tecnologia Lipogems ha un ruolo emergente.
Il prodotto adiposo risultante ha dimostrato di possedere proprietà riparative, in particolare quando iniettato in tessuti infiammati ed ischemici per la sua capacità d’indurre stabilizzazione vascolare e di inibire diverse funzioni macrofagiche coinvolte nel processo infiammatorio.