Può capitare al mattino di svegliarci con un dito bloccato e rigido in flessione oppure facendo un lavoro manuale di avvertire una sensazione poco piacevole di scatto di un dito al movimento di flesso-estensione. Se ci ritroviamo in tali situazioni potremmo essere afflitti dal morbo di Notta, o Tenosinovite Stenosante dei Tendini Flessori, o più semplicemente dal “dito a scatto”.
Cos’è il dito a scatto?
Descritto per la prima volta da Notta nel 1850, il dito a scatto consiste in un blocco di scorrimento dei tendini all’interno di “anellini” fibrosi o ponti, chiamati pulegge presenti lungo il dito (la puleggia alla base del dito è la A1).
Quali sono le cause?
Lo svolgimento di attività ripetitive (il tagliare le verdure, tirare su e giù le tapparelle o digitare messaggi al cellulare solo con il pollice può scatenare un’infiammazione tendinea. Non a caso le persone più colpite da questa malattia sono musicisti, agricoltori, dattilografi, operai e lavoratori manuali che usano ogni giorno cacciaviti, forbici, pinze), traumi della mano (un trauma alla mano mentre si fa sport, una caduta dalla bicicletta, l’utilizzo di macchinari che vibrano e che creano sollecitazione continua dei tendini possono facilitare microtraumi che favoriscono lo stato infiammatorio tendineo), il sesso e l’età (sono più colpite le donne e le persone che hanno più di 40 anni), il diabete, l’ipotiroidismo, l’artrite reumatoide, la gotta, le malattie del tessuto connettivo, la ristrettezza congenita del canale digitale (dito a scatto nei bambini).
Quali sono i sintomi?
Il gonfiore alla base del dito, l’indolenzimento alla base del dito che al tatto può rivelare la presenza di un piccolo nodulo, una difficoltà di movimento, uno scatto, un blocco in flessione o estensione.
Come si effettua la diagnosi?
Attraverso un esame clinico con palpazione dell’ingrossamento del tendine che provoca dolore alla base del dito.
STADIO MALATTIA | SINTOMI |
1° | Dolore, rigidità nei movimenti di flessione ed estensione dito |
2° | Scatto del dito |
3° | E’ necessario aiutarsi con l’altra mano per “sbloccare” dito |
4° | Il dito è bloccato in estensione o flessione |
Qual’è la terapia?
Negli stadi iniziali (1 e 2) è indicato il trattamento conservativo (arnica, ghiaccio, infiltrazioni di corticosteroidi, farmaci antinfiammatori e analgesici, ozonoterapia, ultrasuoni, laserterapia, tecar, pause più frequenti da lavori manuali ripetitivi, tutori).
Negli stadi avanzati della malattia (3 e 4) e nel caso in cui trattamenti conservativi non diano un risultato positivo e duraturo, è necessario l’intervento chirurgico di “puleggiotomia” o “trocleotomia basale”. La procedura viene eseguita in anestesia locale e consiste in un’incisione di circa 1 cm al palmo, sezione e apertura della puleggia A1 con successiva liberazione dei tendini.
Dopo l’intervento è indicato un trattamento fisiochinesiterapico eseguito da un fisioterapista per evitare la formazione di aderenze cicatriziali e permettere una ripresa più rapida e soddisfacente.